Scegliere il miglior prodotto professionale per impermeabilizzazione

Prodotto per impermeabilizzazione tetto

Stai cercando il miglior prodotto professionale per l’impermeabilizzazione per un nuovo progetto ed un commerciale sta cercando di promuoverne uno con garanzie che sembrano incredibili? Potrebbe sembrare fantastico, ma c’è davvero da fidarsi?

Se l’offerta sembra troppo buona potrebbe esserci qualcosa sotto. L’obiettivo è infatti quello di assicurarsi il miglior prodotto professionale per l’impermeabilizzazione che, da subito, svolga il lavoro come si deve senza dover poi ricorrere a ritocchi o, peggio ancora, un ulteriore rinnovo. Ecco quindi quali sono le caratteristiche da tenere in considerazione quando si sceglie un prodotto professionale per l’impermeabilizzazione:

Controllare la longevità del prodotto

Consultare il tecnico per ottenere le specifiche sulle prestazioni del prodotto professionale per l’impermeabilizzazione. Le proprietà fisiche della membrana impermeabilizzante possono indicare quanto questo prodotto funzionerà a lungo termine. Mentre alcune proprietà possono essere più critiche di altre, è necessario considerare la combinazione di tutte le proprietà.

Lavorare con un produttore affermato e affidabile

In questo modo, avrai la certezza che stai ottenendo le prestazioni promesse e che si rispetterà la garanzia a lungo termine.

Prendere in considerazione il supporto fornito dall’azienda

Idealmente, l’azienda alla quale ti rivolgi dovrebbe avere una presenza sul campo per rispondere alle domande e assicurarsi che il prodotto funzioni come previsto.

Chiedere informazioni sulla compatibilità del prodotto

Se il tuo sistema di impermeabilizzazione di una parte dell’edificio è di un fornitore diverso, potresti riscontrare problemi di compatibilità fra prodotti. L’ultima cosa che vuoi, è dover risolvere la situazione e capire chi è il responsabile nel caso di guasti nel punto in cui i due prodotti si incontrano. Per evitare questo problema, chiedere subito informazioni sulla compatibilità del prodotto.

 

 

Le caratteristiche dell’impermeabilizzazione

impermeabilizzazione

L’impermeabilizzazione è il processo attraverso il quale una sostanza viene applicata su una superficie che viene resa impermeabile all’acqua. In poche parole, con l’impermeabilizzazione si crea una barriera che impedisce all’acqua di attraversare il materiale. Questa proprietà può essere applicata nei più diversi settori, solo per citarne alcuni:

  • Abbigliamento
  • Costruzioni
  • Automobili

Lo scopo di tutti i trattamenti impermeabilizzanti, moderni o antichi che siano, è quello di “chiudere” una superficie in modo che l’acqua cada e scivoli su di essa ma non possa attraversarla. I materiali utilizzati per creare questa barriera impermeabile possono essere tecnologicamente avanzati come liquidi siliconici e gli spray polimerici oppure essere molto semplici come ad esempio la trementina e il sego.

Nel caso dell’impermeabilizzazione di edifici ad esempio, i materiali utilizzati per la costruzione di edifici residenziali e commerciali, come il cemento e persino il legno, possono trarre beneficio dall’impermeabilità con polimeri liquidi che producono una membrana impermeabile che blocca le fessure delle pareti e dei pavimenti esposti all’umidità. Questi liquidi possono essere utilizzati sia sugli esterni che sugli interni, come bagni e docce, cucine e controsoffitti. Gli appassionati del fai-da-te possono usare una soluzione impermeabilizzante fatta in casa composta da stearato di ammonio e acqua calda, da applicare sulle pareti e sui pavimenti delle loro case. In ogni caso, è sempre meglio rivolgersi a professionisti del settore, come noi di Poliurea Italia. Possiamo assicurare un lavoro ben fatto, senza pericoli per la salute e, soprattutto, senza perdite di tempo. Non esitare a contattarci per maggiori informazioni.

 

Isolamento elastico del tetto di un attico

Isolamento elastico del tetto di un attico

Nel caso di isolamento elastico del tetto di un attico, generalmente è meglio usare due strati poiché la distanza tra le travi di supporto può variare considerevolmente. Per evitare di sacrificare troppo spazio, è necessario stabilire un compromesso ragionevole per quanto riguarda lo spessore degli strati isolanti. Vediamo quali sono le fasi da seguire per un isolamento elastico in questa situazione:

Fase 1: Inserire un pannello isolante

Il pannello isolante è tagliato a una forma approssimativamente 1-2 cm più stretto dello spazio di installazione e incuneato tra i travetti. Tra i pannelli e il sottotetto dev’essere lasciato uno spazio di ventilazione.

Fase 2: Isolare con una schiuma poliuretanica elastica

Una quantità generosa di schiuma poliuretanica elastica viene applicata tra i travetti ed i pannelli. Strofinando i pannelli l’uno contro l’altro, la tendenza della schiuma di poliuretano ad espandersi viene eliminata e la schiuma funziona così solo come colla.

Fase 3: L’isolamento elastico è praticamente concluso

Una piccola quantità di schiuma di poliuretano viene applicata ai fori di montaggio temporanei – se è il caso – per sigillarli.

L’importante è che la nuova struttura permetta, oltre ad un adeguato isolamento, anche un’adeguata ventilazione. Questo tipo di lavoro può essere realizzato per ridurre il consumo energetico dell’edificio, sia in estate che in inverno. In questo caso si mira a migliorare l’isolamento termico e la tenuta del tetto di un attico.

Se anche tu sei alle prese con un attico che necessita un restauro ed un nuovo isolamento, non esitare a contattare noi di Poliurea Italia.

 

Poliuretano a spruzzo: si può davvero considerare eco-compatibile?

Poliuretano a spruzzo

Il poliuretano a spruzzo è promosso come materiale da costruzione “green” grazie alla sua capacità di migliorare l’efficienza energetica. È in grado infatti, di isolare meglio rispetto alla fibra di vetro o alla cellulosa, il che può porta ad ottenere un notevole risparmio energetico sia nel caso del riscaldamento che del raffreddamento. Tuttavia, l’efficienza energetica non è l’unico criterio da valutare quando si parla di edilizia sostenibile. Vediamo quindi da cosa è composto il poliuretano a spruzzo.

Il poliuretano a spruzzo è composto da due componenti chimici liquidi, denominati “Lato A” e “Lato B”, che vengono miscelati nel luogo di installazione. Il lato A è costituito principalmente da isocianati, mentre il lato B di solito contiene polioli, ritardanti di fiamma e catalizzatori di ammine. Queste sostanze chimiche creano fumi pericolosi durante l’applicazione, motivo per cui gli installatori e i lavoratori nelle vicinanze devono obbligatoriamente indossare indumenti protettivi durante il processo. Una volta che la schiuma si è completamente espansa e asciugata, i produttori assicurano che il poliuretano a spruzzo non è assolutamente pericoloso. C’è solamente un ma: se i prodotti chimici non sono stati miscelati correttamente, potrebbero non reagire completamente e quindi rimanere tossici.

I rischi associati all’isocianato del lato A sono relativamente ben documentati, ma i rischi associati al lato B sono meno conosciuti. È assolutamente fondamentale quindi rivolgersi ad esperti del settore quando si tratta con il poliuretano a spruzzo. Noi di Poliurea Italia vantiamo una squadra di operai specializzati nell’applicazione del poliuretano a spruzzo e possiamo garantire un lavoro senza pericolo alcuno. Contattaci per avere maggiori informazioni.

 

 

Impermeabilizzazione di superfici complesse con poliuretano a spruzzo: le piscine

Impermeabilizzazione piscine con poliuretano a spruzzo

Oltre alle sue applicazioni nel settore dell’edilizia, il poliuretano gioca un ruolo importante anche nel settore industriale. Grazie all’impermeabilizzazione di superfici complesse che il poliuretano a spruzzo permette di ottenere, si tratta di un materiale ideale per il rivestimento delle piscine.

Anche e soprattutto nel caso delle piscine, quando il rivestimento impermeabilizzante non è più completamente a tenuta stagna, l’umidità comincia ad apparire.

Questa può avere due origini diverse:

  • Infiltramento dall’esterno: questo può essere rilevato perché l’acqua della piscina si sporca a causa delle particelle contenute nel terreno che riesce ad infiltrarsi nella piscina. Quando l’acqua, e materiale vario, riesce a penetrare dall’esterno nella piscina, questo può provocare il distacco del rivestimento.
  • Perdite dall’interno: queste sono più difficili da rilevare, soprattutto se sono piccole e vanno verso il terreno. Queste si verificano quando la piscina non è più a tenuta stagna e possono fuoriuscire verso l’interno, nel recinto della pompa, o verso l’esterno.

Un metodo di impermeabilizzazione di superfici complesse è il poliuretano a spruzzo e, nel caso delle piscine, è proprio la soluzione ideale. Il poliuretano a spruzzo viene applicato sulla piscina allo stato liquido, ottenendo così un’adesione totale con la superficie. Il poliuretano a spruzzo ha un’elasticità ed una flessibilità notevoli ed è in grado di assorbire movimenti e fessure senza rompersi. Dato che il poliuretano a spruzzo è ideale per l’impermeabilizzazione di superfici complesse, nel caso delle piscine è adatto a qualsiasi tipo di design, anche il più particolare. Inoltre, il fatto di creare un’impermeabilizzazione continua senza giunture o saldature riduce le possibilità di perdite. Non esiste altra migliore soluzione.

Gli idrorepellenti: l’ispirazione della natura

Idrorepellenti

La tecnologia degli idrorepellenti ha compiuto passi da gigante da quando è stata introdotta per la prima volta. I prodotti idrorepellenti sono, in poche parole, quelli resistenti all’acqua. Come molte tecnologie all’avanguardia, anche quella idrorepellente trova il suo fondamento nella natura. Vediamo quindi quali sono due eventi naturali che hanno ispirato gli scienziati di tutto il mondo nella loro ricerca alla tecnologia degli idrorepellenti.

  • L’effetto Loto

Le nanostrutture utilizzate nel caso della tecnologia idrorepellente sono sottoprodotti della tecnologia utilizzata per le protezioni di vetri, cerchioni ed auto in generale. Il meccanismo al quale la tecnologia idrorepellente si ispira si trova in natura, in particolare nel cosiddetto “effetto Loto”. Nello specifico, si tratta della capacità di auto pulizia, grazie alla repellenza dei materiali per l’acqua, come avviene appunto nel caso delle foglie del fiore di loto. La pianta è quindi totalmente super-idrofobica, cioè super repellente all’acqua. Una grande fonte di ispirazione per i ricercatori.

  • I pinguini

Un’altra fonte di ispirazione per creare una superficie idrorepellente proviene questa volta non da una pianta, ma da un animale: il pinguino. Probabilmente tutti lo avranno notato che, quando esce dall’acqua, il pinguino non è assolutamente bagnato, ma le gocce scorrono e scivolano via dal suo corpo. Un ricercatore prese quindi un campione di piume di pinguini, lo esaminò al microscopio e scoprì qualcosa di molto interessante: le piume hanno caratteristiche di anti-adesione e sono idrofobiche. Entrambe queste caratteristiche permettono quindi ai pinguini di rimanere asciutti ed impedire che i loro corpi si raffreddino. I ricercatori, applicando lo stesso concetto, hanno così preparato un materiale idrofobo migliore di qualsiasi altro materiale idrofobo mai prodotto. Il tutto è ancora in fase sperimentale e di sviluppo, ma nel futuro del materiale idrorepellente ci saranno sicuramente importanti cambiamenti.

 

La soluzione al fibrocemento: l’incapsulamento

Incapsulamento fibrocemento

Il fibrocemento è stato un materiale utilizzato nella costruzione fino a quando non si sono scoperti i rischi che questo rappresenta per la salute a causa dalle fibre di amianto in esso contenute. Il suo uso è stato interrotto, ma chiaramente esiste il problema degli edifici e delle costruzioni in cui questo materiale è già installato. A causa del tempo e del loro invecchiamento, queste coperture stanno perdendo la funzionalità di proteggere dall’ingresso dell’acqua e, per questo motivo, si rende necessario un intervento.

Nel caso del fibrocemento esistono diverse soluzioni, come ad esempio l’incapsulamento del fibrocemento oppure la sostituzione completa del tetto. Questa seconda soluzione non è però pratica, per diversi motivi:

  • L’alto costo che questa operazione richiede.
  • La necessità di bloccare qualsiasi tipo di attività avvenga nell’edificio durante il tempo richiesto per l’opera che, in caso di un’azienda, potrebbe essere molto problematico.

Ecco perché l’incapsulamento del fibrocemento diventa la soluzione preferita. Questa infatti, permette di risolvere il problema di infiltrazione di acqua e, al tempo stesso, di eliminare i rischi di respirare le tossiche fibre di amianto. Insieme all’incapsulamento del fibrocemento è possibile inoltre completare il lavoro con un isolamento termoriflettente, che permette di stabilizzare la temperatura all’interno dell’edificio, sia in estate che in inverno.

L’incapsulamento del fibrocemento avviene con materiali di applicazione liquidi che, di conseguenza, si adattano perfettamente alla superficie da ricoprire, anche se irregolare. Se siete alla ricerca di maggiori informazioni, non esitate a mettervi in contatto con noi di Poliurea Italia.

 

Isolamento inodore con poliuretano: tipi di finiture in poliuretano

Isolamento spruzzo sul blog di Poliureaitalia.it

Le finiture poliuretaniche non contengono uretano chimico nocivo, ma sono composte da polimeri uretanici, solventi chimici e agenti indurenti. Questo isolamento inodore con poliuretano presenta le seguenti caratteristiche:

  1. Lucentezza

Le finiture in poliuretano sono disponibili in tre tipi di lucentezza. Il poliuretano high gloss è un rivestimento esterno / interno, resistente, flessibile, ad alte prestazioni. Utilizzato principalmente in ambienti industriali, questa finitura è consigliata per la copertura di metalli, come ferro e acciaio. Il poliuretano semilucido invece, può essere trovato nel mondo della falegnameria per mobili, porte, pavimenti e armadi. Il poliuretano satinato invece, ha una finitura opaca a rapida e duratura essiccazione. Questo tipo di isolamento inodore in poliuretano conferisce al legno una lucentezza più sottile offrendo allo stesso tempo un po’ di colore.

  1. Applicazione

Il modo migliore per applicare un isolamento inodore in poliuretano è usando setole o schiuma usa e getta poco costose, anche i pennelli di gommapiuma sono una buona scelta perché applicano bene la finitura e possono essere gettati via quando il lavoro è finito, eliminando i tempi di pulizia.

  1. A base d’acqua o a base di olio o solvente

Sebbene non sia resistente come un isolamento con poliuretano a base di olio, di solito si preferisce una finitura poliuretanica a base d’acqua perché è inodore, non richiede tanta ventilazione durante l’applicazione, asciuga rapidamente, e rimane incolore. Tuttavia, la finitura in poliuretano a base d’acqua è più costosa rispetto alla sua controparte a base di olio. I prodotti chimici a base di olio o solvente richiedono una zona ben ventilata quando vengono applicati. Una popolare finitura poliuretanica a base di olio è la vernice poliuretanica. Questo tipo di vernice è più resistente e più protettiva essendo più resistente all’umidità, al calore o ai solventi rispetto ad altre vernici. Questa finitura è chiara, ma invecchiando assume una sfumatura più ambrata e può ingiallire nel tempo.

 

 

Come scegliere una schiuma o uno spray poliureico

Poliuretano e poliurea spray sul blog di Poliureaitalia.it

Lo spray poliureico è un materiale molto versatile che viene utilizzato, principalmente, per riempire e sigillare gli spazi, montare porte e finestre oppure come isolamento termico e acustico. Grazie alla sua facile applicazione è diventato un materiale indispensabile nella costruzione. Ma il suo uso non si limita solamente a questo settore. Anche gli appassionati di artigianato si stanno infatti avvicinando sempre più alla schiuma o spray poliureico come strumento per la realizzazione delle loro opere manuali.

Ecco i principali usi di uno spray poliureico:

  • Isolamento: grazie alle sue proprietà, la schiuma aiuta a migliorare le condizioni acustiche e termiche.
  • Assemblaggio: con una schiuma di poliuretano è possibile montare, tra molte altre cose, porte e finestre.
  • Fori di tenuta: uno spray poliureico consente di riempire facilmente irregolarità e grandi fessure.
  • Artigianato: con le schiume adatte è possibile realizzare lavori artigianali senza rischi per la pelle.

Tipi di schiume poliuretaniche:

  • Multiuso: ci sono schiume in poliuretano che servono sia per isolare che per eseguire il riempimento rapido di fori, crepe, buchi in tutti i tipi di materiali.
  • Uso Interno/Esterno: è possibile applicare qualsiasi spray poliureico in condizioni termiche tra -5 ° C e + 20 ° C. Tuttavia, è possibile trovare anche schiume speciali create per l’applicazione in ambienti con temperature più estreme.
  • Uso ignifugo: specifico per lavori di isolamento, fissaggio e riempimento.

Per scegliere la schiuma o spray poliureico adatto alle proprie necessità, è importante conoscere le varie caratteristiche dei prodotti. Noi di Poliurea Italia possiamo aiutarvi nella scelta e siamo a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda.

Coibentazione con poliuretano a spruzzo: che cos’è?

Coibentazione con poliuretano a spruzzo

La coibentazione è una tecnica che permette di isolare due sistemi con due diverse condizioni ambientali, in modo da non permettere lo scambio di calore. La coibentazione con poliuretano a spruzzo è migliore di qualsiasi altro tipo di isolamento per ridurre le perdite d’aria. La coibentazione con poliuretano a spruzzo è relativamente facile da applicare, anche se non economico, e permette di riempire completamente le cavità delle pareti o del soffitto.

Il poliuretano a spruzzo è chiamato anche schiuma “bicomponente”. Due ingredienti, convenzionalmente denominati componenti “A” e “B”, vengono miscelati in loco utilizzando attrezzature speciali montate su un rimorchio o un camion. I tubi riscaldati convogliano i componenti attraverso una pistola di miscelazione che spruzza le sostanze chimiche sulle superfici da isolare. Una reazione chimica inizia non appena le sostanze chimiche si mescolano. La miscela liquida si schiude, si espande e infine si indurisce.

Sebbene la coibentazione con poliuretano a spruzzo abbia molti vantaggi rispetto ad altri tipi di isolamento, questo metodo non è infallibile. Alcuni costruttori hanno segnalato problemi di isolamento. Ad esempio, è noto che alcuni installatori iniziano a spruzzare prima che i componenti chimici raggiungano la temperatura adeguata, il che può influire sulla miscelazione dei componenti e sulle prestazioni della schiuma. Quando i componenti sono scarsamente miscelati o miscelati nel rapporto sbagliato o alla temperatura sbagliata, la schiuma polimerizzata si può ritirare dalla superficie lasciando crepe.

Per questo motivo è sempre fondamentale rivolgersi a specialisti del settore, come quelli di Poliurea Italia. Per qualsiasi domanda, non esitate a contattare i professionisti della suddetta azienda.

 

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