La tecnologia degli idrorepellenti ha compiuto passi da gigante da quando è stata introdotta per la prima volta. I prodotti idrorepellenti sono, in poche parole, quelli resistenti all’acqua. Come molte tecnologie all’avanguardia, anche quella idrorepellente trova il suo fondamento nella natura. Vediamo quindi quali sono due eventi naturali che hanno ispirato gli scienziati di tutto il mondo nella loro ricerca alla tecnologia degli idrorepellenti.

  • L’effetto Loto

Le nanostrutture utilizzate nel caso della tecnologia idrorepellente sono sottoprodotti della tecnologia utilizzata per le protezioni di vetri, cerchioni ed auto in generale. Il meccanismo al quale la tecnologia idrorepellente si ispira si trova in natura, in particolare nel cosiddetto “effetto Loto”. Nello specifico, si tratta della capacità di auto pulizia, grazie alla repellenza dei materiali per l’acqua, come avviene appunto nel caso delle foglie del fiore di loto. La pianta è quindi totalmente super-idrofobica, cioè super repellente all’acqua. Una grande fonte di ispirazione per i ricercatori.

  • I pinguini

Un’altra fonte di ispirazione per creare una superficie idrorepellente proviene questa volta non da una pianta, ma da un animale: il pinguino. Probabilmente tutti lo avranno notato che, quando esce dall’acqua, il pinguino non è assolutamente bagnato, ma le gocce scorrono e scivolano via dal suo corpo. Un ricercatore prese quindi un campione di piume di pinguini, lo esaminò al microscopio e scoprì qualcosa di molto interessante: le piume hanno caratteristiche di anti-adesione e sono idrofobiche. Entrambe queste caratteristiche permettono quindi ai pinguini di rimanere asciutti ed impedire che i loro corpi si raffreddino. I ricercatori, applicando lo stesso concetto, hanno così preparato un materiale idrofobo migliore di qualsiasi altro materiale idrofobo mai prodotto. Il tutto è ancora in fase sperimentale e di sviluppo, ma nel futuro del materiale idrorepellente ci saranno sicuramente importanti cambiamenti.