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L’isolamento in tetti in legno ventilati

L’isolamento in tetti in legno ventilati

L’isolamento in tetti in legno ventilati è sempre più visto come una necessità, non solo per migliorare il comfort degli abitanti di un edificio e per ridurre i costi di riscaldamento, ma anche come risposta ai cambiamenti climatici. Il patrimonio edilizio esistente è responsabile del 40% del consumo di energia e del 36% delle emissioni di CO?. In Europa ci si impegna a ridurre – entro il 2050 – le emissioni di gas a effetto serra dell’80% rispetto ai livelli del 1990. La maggior parte degli edifici è ora tenuta a possedere una certificazione energetica e le normative edilizie sono state rafforzate per migliorare le prestazioni energetiche di nuovi edifici e nel caso di ristrutturazioni.

Gli EPC sono stati introdotti dall’Unione Europea per fornire una misura dell’efficienza energetica di un edificio valutata da A a G, con A che rappresenta la più efficiente. In Italia questa certificazione è richiesta per gli edifici di nuova costruzione o quando questi vengono affittati e venduti. Parlando di efficienza energetica, in genere, circa il 25% della perdita di calore si verifica attraverso il tetto di un edificio e per questo l’isolamento in tetti in legno ventilati è generalmente visto come una soluzione con un buon ritorno sugli investimenti.
Soprattutto nel caso di edifici storici, una soluzione di isolamento di tetti in legno ventilati adatta in una situazione potrebbe non essere adatta in un’altra. È quindi importante considerare tutte le possibili conseguenze e procedere con cautela.

Poliurea Italia può aiutare nella valutazione della situazione specifica e degli elementi da tenere in considerazione per un isolamento di qualità e perfettamente efficace. Se vuoi saperne di più, non esitare a contattarci.

 

Impermeabilizzazione di giardini pensili: i dati tecnici

Impermeabilizzazione di giardini pensili

L’installazione di giardini pensili consiste principalmente in due passaggi principali: l’impermeabilizzazione dei giardini pensili e l’assemblaggio del giardino stesso. Il successo e l’effetto finale di un giardino pensile dipendono in gran parte dalla correttezza del processo utilizzato per queste due fasi. L’applicazione di uno strato di impermeabilizzazione in giardini pensili rispecchia in genere quella dell’impermeabilizzazione della piattaforma. In questo contesto, la membrana impermeabilizzante viene applicata nella parte inferiore del sistema.

I giardini pensili non solo offrono un elemento estetico eccezionale, ma possono anche ridurre i costi di riscaldamento e raffreddamento, nonché minimizzare il deflusso delle acque piovane. Tutto questo a patto che l’impermeabilizzazione dei giardini pensili rispetti determinati criteri. Il sistema deve essere abbastanza resistente da poter superare i danni meccanici causati dagli attrezzi da giardinaggio, dalla penetrazione delle radici delle piante e durare senza riparazione o sostituzione per tutta la vita dell’edificio. Lo strato di impermeabilizzazione nei giardini pensili è costantemente esposto agli agenti atmosferici – sole, vento, pioggia, neve, ghiaccio, ecc. e per questo è necessario scegliere prodotti di qualità.

La membrana impermeabilizzante è il componente principale in questo tipo di costruzione. Il materiale della membrana deve possedere – in quanto caratteristica principale – la capacità di impedire all’umidità di entrare nella struttura. Questo elemento chiave dovrebbe avere la precedenza nella progettazione del sistema rispetto al tipo e al layout dell’impianto in generale. I giardini pensili, nello specifico, richiedono una membrana che soddisfi le seguenti caratteristiche:

  • Resistenza alla penetrazione delle radici.
  • Resistenza ai raggi ultravioletti.
  • Resistenza a forti sbalzi di temperatura e condizioni atmosferiche.
  • Flessibilità per soddisfare il movimento dell’edificio in corrispondenza di giunti di costruzione e incroci con elementi verticali.
  • Resistenza all’usura superficiale durante la costruzione.
  • Resistenza agli attacchi di insetti e microrganismi, animali del sottosuolo e sostanze chimiche.
  • Prevenire la penetrazione dell’acqua.
  • Capacità di rimanere immersa nel bagnato per periodi di tempo considerevoli senza danni permanenti.

Come per tutte le applicazioni di copertura e impermeabilizzazione, prestare particolare attenzione ai produttori e agli installatori è fondamentale. Noi di Poliurea Italia possiamo essere il partner ideale quando si tratta di impermeabilizzazione di giardini pensili.

 

Poliuretano a spruzzo a rapido indurimento: cosa fare quando il poliuretano non si asciuga

Posa in opera della poliurea a spruzzo sul blog di Poliureaitalia.it

Sicuramente si tratta di una situazione stancante: tutto il lavoro è stato svolto alla perfezione e, proprio nell’ultima fase, ci si ritrova con il poliuretano che non vuole asciugarsi. La soluzione in questi casi è di scegliere sempre un poliuretano a spruzzo a rapido indurimento, ma cosa fare per affrontare questa scomoda situazione?

La prima domanda da porsi è: si è aspettato abbastanza a lungo per permettere allo strato di poliuretano di asciugarsi? Nel caso del poliuretano a spruzzo a rapido indurimento sicuramente il tempo di attesa non sarà così lungo, ma nel caso di un altro tipo? Siamo sicuri di aver aspettato abbastanza? A volte infatti, non c’è nulla di sbagliato nel materiale, ma l’errore si trova solamente nell’impazienza di chi lo applica.

L’asciugatura avviene normalmente in due fasi:

  • il diluente evapora e non si sente più la superficie appiccicosa quando la si tocca
  • l’esposizione all’ossigeno avvia il processo di indurimento dello strato di poliuretano

Per fare un esempio concreto, nel caso di pavimenti in legno, il risultato finale può presentarsi fino a dopo 4 settimane, a seconda delle condizioni metereologiche e dello spessore del rivestimento in poliuretano.

Ci sono casi particolari, soprattutto quando si utilizzano determinati tipi di legno come il mogano o legni esotici, in cui la superficie risulta molto oleosa. In questo caso, l’asciugatura del poliuretano potrebbe diventare un processo molto più lungo e complicato del normale. Cosa fare in questi casi? In primis, scegliere un tipo di poliuretano a spruzzo a rapido indurimento, dopodiché, è consigliabile utilizzare diluenti di nafta, acetone o lacca per rimuovere l’olio sulla superficie prima di applicare il poliuretano. In questo modo si eviterà la scocciatura di un’asciugatura estremamente lenta e difficoltosa.

 

Isolante duraturo nel tempo: quanto dura un isolante?

Casa con isolante duraturo nel tempo

Quando si ha una casa non isolata, le costose bollette che si ricevono sono uno dei segnali – probabilmente anche molto importanti – che avvisano che è giunto il momento di prendere provvedimenti. Molte cose si degradano e si consumano nel tempo, e fra questi troviamo anche gli isolanti. I proprietari sono quindi sempre alla ricerca di un isolante duraturo nel tempo che assicuri caratteristiche stabili e permanenti con il passare degli anni. Vediamo quindi quali sono i fattori che determinano un isolante duraturo nel tempo e quali sono gli elementi che possono danneggiarlo.

La prima cosa importante da sottolineare è che un isolante duraturo nel tempo può arrivare a durare addirittura fino a più di 100 anni. Non male quindi. Ma questa longevità è strettamente correlata con l’assenza di alcuni fattori che possono determinare il deterioramento o il malfunzionamento dell’isolante. Vediamo quindi, quali sono alcuni dei problemi comuni che possono rovinare l’isolamento:

  • Danneggiamento da parte dell’acqua, sia attraverso perdite dai tetti o attraverso l’infiltrazione di acqua nelle fondamenta.
  • Muffa: se l’acqua viene lasciata troppo a lungo, ciò significa che può ristagnare e formare muffe. Quando l’isolamento sviluppa muffa, deve essere prontamente rimosso e sostituito, anche perché può portare a problemi respiratori degli inquilini.
  • Isolamento forato: che sia nel tetto o nelle fondamenta, quando l’aria può attraversare un isolamento, questo non può fare più il suo lavoro efficacemente.
  • Cadute e assestamenti: soprattutto i vecchi isolanti tendono a depositarsi nel tempo e a non riempire adeguatamente le pareti o le soffitte in cui sono stati installati.
  • Isolamento sporco: i luoghi in cui è installato l’isolamento non rimangono sempre puliti o privi di polvere. Quando eccessiva polvere o detriti si depositano sull’isolamento, questi provocano la compressione e la perdita di efficacia. Se l’isolamento nel sottotetto, ad esempio, presenta strati di polvere, sporco o altri detriti, le prestazioni termiche vengono drasticamente ridotte e l’isolamento deve quindi essere rimosso e sostituito.

Ci sono quindi diverse caratteristiche e fattori da valutare quando si tratta di valutare la longevità di un isolamento e se questo sarà duraturo nel tempo. Noi di Poliurea Italia possiamo effettuare una valutazione della situazione e consigliare il miglior isolante duraturo nel tempo per ogni situazione specifica.

Impermeabilizzazioni delle fondazioni esterne: perché e come funziona

Impermeabilizzazioni delle fondazioni esterne

Un buon motivo per effettuare impermeabilizzazioni delle fondazioni esterne è molto semplice e logico: all’esterno è dove si trova l’acqua. L’acqua che entra in un seminterrato proviene appunto dal terreno esteriore che lo circonda. L’acqua assorbita dal suolo provoca l’espansione di questo, in misure differenti a seconda del tipo di suolo. Questa espansione crea pressione attorno alle fondamenta e sempre questa pressione potrebbe spingere l’acqua attraverso qualsiasi piccola apertura – una fessura o un punto poroso – e creare infiltrazioni nel seminterrato. Per affrontare le infiltrazioni causate da questa pressione derivante dal suolo troppo saturo, è necessario quindi ricorrere a metodi di impermeabilizzazioni delle fondazioni esterne.

Il primo passo per installare impermeabilizzazioni delle fondazioni esterne è iniziare a scavare. Lo scavo deve essere largo qualche metro per consentire ai tecnici di lavorare e può variare in lunghezza da un solo muro all’intero perimetro della casa. Al termine dello scavo, l’installazione inizia con la pulizia del muro. Una volta che il muro è stato preparato, i tecnici utilizzano cazzuole per applicare uno spesso strato di poliuretano che permette l’impermeabilizzazione delle fondamenta esterne. Quando la membrana è indurita, questa forma una barriera che non solo trattiene l’acqua, ma può anche aiutare l’integrità strutturale del muro. Lo scavo viene quindi riempito di nuovo e la fondazione è così protetta in modo permanente dalle infiltrazioni.

L’installazione di impermeabilizzazioni delle fondazioni esterne può essere piuttosto impegnativa e solamente un’azienda con esperienza sarà in grado di consigliarlo ed implementarlo. Ecco perché affidarsi agli esperti di Poliurea Italia.

 

Evitare i rischi: il poliuretano antiscivolo

applicazione di poliuretano antiscivolo

Uno scivolamento seguito da una caduta rappresenta la maggior parte degli infortuni che avvengono sul lavoro – e le conseguenti richieste di risarcimento – nonché il più comune incidente casalingo. Il primo passo per ridurre il rischio è identificare le superfici potenzialmente scivolose per poi valutare e garantire che la superficie sia ragionevolmente sicura. In questi casi, il poliuretano antiscivolo può essere la soluzione ideale.

La legislazione nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro richiede che le superfici del pavimento all’interno dei luoghi di lavoro o pubblici siano ragionevolmente sicure per evitare scivolamenti e cadute, ad esempio utilizzando del poliuretano antiscivolo. Questi incidenti rappresentano infatti circa il 20 percento di tutti gli infortuni riscontrati sul lavoro.

In primis, saranno scale e rampe ad essere controllate per capire se queste possono rappresentare un pericolo di scivolamento. In questo caso infatti, una caduta potrebbe avere conseguenze generalmente più gravi rispetto ad una caduta su una superficie piana. Scale e rampe possono anch’esse essere trattate con poliuretano antiscivolo, in modo da diminuire il rischio di scivolamento. Soprattutto nei luoghi di lavoro e in quelli pubblici, come ad esempio ospedali o centri commerciali, è importante testare le superfici annualmente. I test di resistenza allo scivolamento aiuteranno a identificare i pericoli di scivolamento e quindi a stabilire le priorità per le azioni da intraprendere.

Noi di Poliurea Italia possiamo aiutare nella riduzione del rischio di scivolamento dovuto a superfici non sicure. Con l’applicazione di poliuretano antiscivolo, il pericolo potrà essere ridotto drasticamente, a favore di una sicurezza dei lavoratori, dei cittadini e degli inquilini di una casa.

 

 

Rivestimento isolante per legno e ferro: perché farlo e come

Rivestimento isolante per legno e ferro

Molte costruzioni sono realizzate con differenti materiali e per questo è importante sapere come funzionano e perché è importante un rivestimento isolante per legno e ferro. Alcuni vantaggi dell’utilizzo del legno nelle costruzioni sono la resistenza al calore e l’assorbimento acustico – la velocità del suono è infatti più veloce nel legno che in un gas o liquido – mentre gli svantaggi includono il fatto che è un materiale combustibile soggetto a deterioramento biologico. Il legno è comunemente usato nelle costruzioni perché si tratta di un materiale di lunga durata e, a differenza di altri materiali, è possibile costruire una struttura interamente in legno. Il legno inoltre, è spesso combinato con dei dettagli in ferro e, in questi casi, diventa quindi importante pensare ad un rivestimento isolante per legno e ferro.

Fra gli svantaggi del legno, oltre al fatto di essere altamente combustibile perché composto da composti organici, come carbonio e idrogeno, è il suo rischio di deterioramento biologico e causato dall’umidità. Proprio a causa di questo, è importante prevedere un rivestimento isolante per legno e ferro. Se si vive in ??una zona ad alta umidità infatti, l’isolamento sul tetto impedisce alla condensa di accumularsi sul lato inferiore dei pannelli del tetto e gocciolare così verso il basso.

Il vantaggio principale che un rivestimento isolante per legno e ferro rappresenta, non è solamente quello di rendere più vivibile l’ambiente casalingo, ma anche il ridotto consumo di energia. Dal momento che una parte maggiore dell’energia termica viene intrappolata all’interno e non fuoriesce, si potrà riscaldare e raffreddare l’edificio con maggiore efficienza e meno sprechi, il che significa un risparmio notevole sulle bollette.

 

L’importanza di un isolante con applicabilità rapida

Isolamento struttura-isolante con applicabilità rapida

L’isolamento è la prima cosa da fare quando si costruisce un nuovo edificio o quando si ristruttura una casa. Nello specifico, è molto importante scegliere un isolante con applicabilità rapida: una casa scarsamente isolata perde infatti enormi quantità di calore e, oltre a non essere ottimale, è causa della ricezione di bollette molto alte.

L’isolamento, come un isolante con applicabilità rapida, ha sempre un valore R, che definisce la sua resistenza al movimento del calore. La maggior parte degli esperti sceglie l’isolamento nella gamma compresa tra R-22 e R-30 per le pareti e compresa tra R-40 e R-50 nel caso dei soffitti, anche se a volte questi optano per valori ancora più elevati. Inoltre, non c’è da dimenticare l’importanza di un isolamento naturale, che può essere sorprendentemente efficace. Ad esempio, le balle di paglia posate all’interno di una parete possono creare un isolamento equivalente ad un valore R-32.

È importante isolare sia in climi freschi che caldi. L’isolamento trattiene l’aria fresca tanto quanto l’aria calda, quindi l’importanza di un isolante con applicabilità rapida è anche quella di ridurre i costi energetici del raffreddamento estivo nelle regioni ed epoche calde e del riscaldamento invernale nelle regioni ed epoche fredde.

Quando si tratta di capire “quanto isolamento utilizzare per un edificio”, la risposta è che non esiste la possibilità di isolare eccessivamente. Sicuramente esiste un punto il cui rendimento dell’isolamento va a decrescere, cioè il punto in cui l’isolamento che si aggiunge costa molto di più rispetto alla ritenzione di calore aggiuntiva che fornisce. Tuttavia, l’eccessivo isolamento presenta anche alcuni vantaggi. Con il passare del tempo, quasi tutti gli isolamenti di cellulosa e fibra di vetro comunemente usati vedono la loro efficacia – R – diminuire, a mano a mano che l’umidità si deposita e si accumula. Non c’è nulla che si possa fare al riguardo, quindi aggiungere ulteriori strati di isolamento per compensare significa avere sempre una casa adeguatamente termosaldata.

 

Poliurea per vasche e acquedotti: le curiosità sugli acquedotti romani

Acquedotto romano

Durante l’impero romano, non esistevano le tecniche attuali per la costruzione di vasche ed acquedotti di massimo livello, ma queste costruzioni sono comunque rappresentative della capacità costruttiva dei tempi. Lo scopo principale della costruzione degli acquedotti era quello di far defluire l’acqua nelle città; la loro presenza era quindi molto importante per la vita dei romani. L’acqua degli acquedotti veniva infatti utilizzata per rifornire le abitazioni private, le fontane, le latrine ed i bagni pubblici. Inoltre, anche le aziende agricole, per le operazioni di macinazione ed estrazione, dipendevano dalla presenza di acqua negli acquedotti. Vediamo quindi in questo articolo quali sono le curiosità sugli acquedotti romani.

  1. Il primo acquedotto

Nel 312 a.C., il primo acquedotto fu costruito a Roma. Oltre ad avere le funzioni citate precedentemente, questo acquedotto serviva anche per il rifornimento dell’acqua nel frequentato mercato del bestiame in città. La fonte d’acqua per le persone prima della costruzione degli acquedotti proveniva da corsi d’acqua, sorgenti e raccolta dell’acqua piovana.

  1. Il numero di acquedotti

Furono 11 gli acquedotti a Roma nel III secolo d.C. Durante questo periodo, gli acquedotti sono stati in grado di supportare oltre un milione di cittadini. Anche senza l’aiuto di Poliurea per vasche e acquedotti, i romani sono riusciti a mantenere il loro stile di vita stravagante grazie a queste costruzioni.

  1. Una struttura unica e forte

La struttura degli acquedotti è così forte che non c’è da meravigliarsi se alcuni di essi sono ancora utilizzati al giorno d’oggi. Per chi fosse interessato, Vitruvio ha pubblicato nel I secolo a.C. la sua opera De Architectura, in cui vengono spiegati i metodi di costruzione e rilevamento degli acquedotti.

Fortunatamente, nel mercato è ora presente Poliurea Italia per vasche e acquedotti, per una costruzione di ottima qualità.

 

Combattere il freddo con le coperture resistenti a -40°

Tubi ghiacciati-coperture resistenti a -40°

Tubi congelati o che scoppiano, stanze piene di spifferi e bollette per il riscaldamento elevatissime… queste sono le principali preoccupazioni per le persone che vivono e lavorano in zone climatiche fredde. Dalle fondamenta al tetto di un edificio, vari materiali da costruzione sono stati progettati per prevenire o ridurre questi problemi, fra cui anche coperture resistenti a -40°. Nel tentativo di combattere meglio tutti i problemi causati dal freddo, i ricercatori studiano costantemente materiali da costruzione innovativi per questo scopo.

Durante le condizioni climatiche estremamente fredde, le fondamenta di un edificio possono essere una delle cause primarie di perdita di calore. Il buon drenaggio e l’impermeabilizzazione delle fondamenta con coperture resistenti a -40° sono quindi delle componenti cruciali che possono prevenire i problemi del freddo. Se l’umidità superficiale non viene gestita correttamente dall’inizio, con il tempo può trasformarsi in un vero e proprio problema – anche molto costoso. L’umidità superficiale può derivare da fonti esterne, come pioggia, aria umida o falde acquifere o fonti interne, come umidificatori, lavatrici o asciugatrici non ventilate.

Le temperature del terreno sono invariabilmente più fredde rispetto a quelle interne durante la stagione fredda, quindi ci sarà un certo grado di perdita di calore. La quantità di perdita di calore dipende dalla temperatura esterna, dalla temperatura del suolo e dalla quantità e qualità dell’isolamento in atto. Con coperture resistenti a -40° diventa quindi molto difficile che avvenga una perdita di calore.

Per determinare quale materiale e copertura isolante è più appropriata per il tuo specifico progetto edilizio, è importante chiedere informazioni ad un’impresa del settore esperta. Poliurea Italia può quindi essere la risposta alle tue domande, non esitare a contattarci.

 

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