Monthly Archive settembre 2019

Poliuretano a spruzzo: si può davvero considerare eco-compatibile?

Poliuretano a spruzzo

Il poliuretano a spruzzo è promosso come materiale da costruzione “green” grazie alla sua capacità di migliorare l’efficienza energetica. È in grado infatti, di isolare meglio rispetto alla fibra di vetro o alla cellulosa, il che può porta ad ottenere un notevole risparmio energetico sia nel caso del riscaldamento che del raffreddamento. Tuttavia, l’efficienza energetica non è l’unico criterio da valutare quando si parla di edilizia sostenibile. Vediamo quindi da cosa è composto il poliuretano a spruzzo.

Il poliuretano a spruzzo è composto da due componenti chimici liquidi, denominati “Lato A” e “Lato B”, che vengono miscelati nel luogo di installazione. Il lato A è costituito principalmente da isocianati, mentre il lato B di solito contiene polioli, ritardanti di fiamma e catalizzatori di ammine. Queste sostanze chimiche creano fumi pericolosi durante l’applicazione, motivo per cui gli installatori e i lavoratori nelle vicinanze devono obbligatoriamente indossare indumenti protettivi durante il processo. Una volta che la schiuma si è completamente espansa e asciugata, i produttori assicurano che il poliuretano a spruzzo non è assolutamente pericoloso. C’è solamente un ma: se i prodotti chimici non sono stati miscelati correttamente, potrebbero non reagire completamente e quindi rimanere tossici.

I rischi associati all’isocianato del lato A sono relativamente ben documentati, ma i rischi associati al lato B sono meno conosciuti. È assolutamente fondamentale quindi rivolgersi ad esperti del settore quando si tratta con il poliuretano a spruzzo. Noi di Poliurea Italia vantiamo una squadra di operai specializzati nell’applicazione del poliuretano a spruzzo e possiamo garantire un lavoro senza pericolo alcuno. Contattaci per avere maggiori informazioni.

 

 

Impermeabilizzazione di superfici complesse con poliuretano a spruzzo: le piscine

Impermeabilizzazione piscine con poliuretano a spruzzo

Oltre alle sue applicazioni nel settore dell’edilizia, il poliuretano gioca un ruolo importante anche nel settore industriale. Grazie all’impermeabilizzazione di superfici complesse che il poliuretano a spruzzo permette di ottenere, si tratta di un materiale ideale per il rivestimento delle piscine.

Anche e soprattutto nel caso delle piscine, quando il rivestimento impermeabilizzante non è più completamente a tenuta stagna, l’umidità comincia ad apparire.

Questa può avere due origini diverse:

  • Infiltramento dall’esterno: questo può essere rilevato perché l’acqua della piscina si sporca a causa delle particelle contenute nel terreno che riesce ad infiltrarsi nella piscina. Quando l’acqua, e materiale vario, riesce a penetrare dall’esterno nella piscina, questo può provocare il distacco del rivestimento.
  • Perdite dall’interno: queste sono più difficili da rilevare, soprattutto se sono piccole e vanno verso il terreno. Queste si verificano quando la piscina non è più a tenuta stagna e possono fuoriuscire verso l’interno, nel recinto della pompa, o verso l’esterno.

Un metodo di impermeabilizzazione di superfici complesse è il poliuretano a spruzzo e, nel caso delle piscine, è proprio la soluzione ideale. Il poliuretano a spruzzo viene applicato sulla piscina allo stato liquido, ottenendo così un’adesione totale con la superficie. Il poliuretano a spruzzo ha un’elasticità ed una flessibilità notevoli ed è in grado di assorbire movimenti e fessure senza rompersi. Dato che il poliuretano a spruzzo è ideale per l’impermeabilizzazione di superfici complesse, nel caso delle piscine è adatto a qualsiasi tipo di design, anche il più particolare. Inoltre, il fatto di creare un’impermeabilizzazione continua senza giunture o saldature riduce le possibilità di perdite. Non esiste altra migliore soluzione.

Gli idrorepellenti: l’ispirazione della natura

Idrorepellenti

La tecnologia degli idrorepellenti ha compiuto passi da gigante da quando è stata introdotta per la prima volta. I prodotti idrorepellenti sono, in poche parole, quelli resistenti all’acqua. Come molte tecnologie all’avanguardia, anche quella idrorepellente trova il suo fondamento nella natura. Vediamo quindi quali sono due eventi naturali che hanno ispirato gli scienziati di tutto il mondo nella loro ricerca alla tecnologia degli idrorepellenti.

  • L’effetto Loto

Le nanostrutture utilizzate nel caso della tecnologia idrorepellente sono sottoprodotti della tecnologia utilizzata per le protezioni di vetri, cerchioni ed auto in generale. Il meccanismo al quale la tecnologia idrorepellente si ispira si trova in natura, in particolare nel cosiddetto “effetto Loto”. Nello specifico, si tratta della capacità di auto pulizia, grazie alla repellenza dei materiali per l’acqua, come avviene appunto nel caso delle foglie del fiore di loto. La pianta è quindi totalmente super-idrofobica, cioè super repellente all’acqua. Una grande fonte di ispirazione per i ricercatori.

  • I pinguini

Un’altra fonte di ispirazione per creare una superficie idrorepellente proviene questa volta non da una pianta, ma da un animale: il pinguino. Probabilmente tutti lo avranno notato che, quando esce dall’acqua, il pinguino non è assolutamente bagnato, ma le gocce scorrono e scivolano via dal suo corpo. Un ricercatore prese quindi un campione di piume di pinguini, lo esaminò al microscopio e scoprì qualcosa di molto interessante: le piume hanno caratteristiche di anti-adesione e sono idrofobiche. Entrambe queste caratteristiche permettono quindi ai pinguini di rimanere asciutti ed impedire che i loro corpi si raffreddino. I ricercatori, applicando lo stesso concetto, hanno così preparato un materiale idrofobo migliore di qualsiasi altro materiale idrofobo mai prodotto. Il tutto è ancora in fase sperimentale e di sviluppo, ma nel futuro del materiale idrorepellente ci saranno sicuramente importanti cambiamenti.